Gent.le Direttore,
la ringrazio per lo spazio che mi consente di utilizzare ma è necessario per chiarire una vicenda che potrebbe portare il Comune al dissesto finanziario.
E’ stata riportata di recentedalla stampa locale la sentenza della Corte di Cassazione relativa alla controversia della Seco contro Comune di Arzano. La Seco aveva ricevuto incarico nel 1989 dal Comune di Arzano, quando il sottoscritto era Sindaco della città, per la realizzazione di un’area attrezzata e per insediamenti artigianali. Il progetto prevedeva la realizzazione di un Parco Pubblico di circa 55mila mq, a confine con il Comune di Grumo Nevano, e la strada di collegamento con l’Asse Mediano, e di un’area per insediamenti artigianali e produttivi di circa 65mila mq. Il costo complessivo del progetto esecutivo fu quantizzato all’epoca in Lire 78.000.000.000 (settantottomiliardi), le fonti di finanziamento erano la Regione Campania per il 50% e l’Unione Europea per l’altro 50%. La convenzione con la quale il sottoscritto conferì l’incarico a seguito di delibera votata a larghissima maggioranzadal Consiglio Comunale, era a costo ZERO per il Comune,la prestazione doveva essere retribuita solo se i lavori fossero stati finanziati ed appaltati. Inoltre va specificato che il totale finanziamento, compreso il pagamento delle competenze tecniche che facevano parte dei 78miliardi erano tutti a fondo perduto e a costo ZERO per la comunità arzanese.
Con l’attività dei partiti di maggioranza di allora e con il notevole impegno anche della società incaricata, si ottenne il finanziamento del primo stralcio funzionale pari a 38miliardi; Lire 19miliardi assegnati contabilmente sul fondo del Tesoriere dalla Regione Campania e gli altri 19miliardi che, non appena aperto il cantiere, sarebbero stati finanziati dalla U.E. con i fondi FESR. La gara venne indetta con la metodologia delle gare europee, pervennero diverse offerte, che purtroppo per i tempi necessari l’espletamento e quindi l’apertura delle buste doveva avvenire con la nuova amministrazione che all’epoca era diventata l’Amministrazione del Sindaco Vitagliano.
Quest’ultima decise di non procedere all’espletamento della gara, a mio avviso facendo perdere una grandissima opportunità di crescita alla città di Arzano, ripeto a totale costo ZERO per il bilancio comunale. La ditta incaricata, a seguito del mancato espletamento della gara, ricorse alle vie giudiziarie con l’applicazione dell’arbitrato previsto dalla convenzione dell’incarico del sottoscritto. L’arbitrato fu favorevole al Comune di Arzano; impugnato dalla Seco in Corte di Appello confermò la ragione del Comune e obbligò la Seco a restituire al Comune 600milioni di vecchie lire.
Inopinatamente, la Giunta De Mare del 2002, che nel frattempo non aveva provveduto al recupero dei soldi che la Seco doveva al Comune, rinnovò l’incarico per il rifacimento del detto progetto. Verosimilmente le direttive vennero dalla Regione Campania con l’allora Giunta Bassolino, e lo fecero più o meno gli stessi amministratori che nel 1994 non espletarono il completamento della gara d’appalto. Ovviamente il Comune fino al 2002 aveva perso i finanziamenti sia della Regione, che nel ‘97 ritirò il finanziamento che aveva concesso e stessa cosa fu fatta dalla Comunità Europea. Ancora più sciagurato fu il comportamento che, nonostante il rinnovamento dell’incarico (che richiamò la convenzione dell’89, sol perché la normativa del 2002 non consentiva l’affidamento diretto) l’Amministrazione non fece nulla affinchè il progetto fosse finanziato. La Seco, dopo anni e precisamente nel 2010 richiese ed ottenne il D.I. per le sue competenze tecniche di circa 3.299.882,29 di euro oltre interessi; decreto ingiuntivo opposto dal Comune sentenza favorevole per quest’ultimo dal Tribunale di Napoli e confermata dalla Corte di Appello di Napoli.
Con la surichiamata sentenza della Corte di Cassazione, è stata modificata la sentenza della Corte di Appello, con rinvio ad una nuova Corte di Appello per le valutazioni degli argomenti in diritto che la Suprema Corte ha rilevato nel caso di specie.
Esiste il pericolo che la prossima sentenza della C.A. possa dare ragione in tutto o in parte alla Seco e condannare conseguenzialmente il Comune di Arzano al pagamento di somme importanti, che sicuramente un comune già in predissesto finanziario non potrà sostenere, da qui il rischio del dissesto.
La necessità della premessa esposta che il sottoscritto è in grado di documentare una per una, si è resa necessaria poiché la stampa locale ha accomunato lamia persona come sottoscrittore della convenzione dell’89 a quella di uno degli assessori del 2002 nella persona di Gennaro De Mare, uno degli assessori che conferì il nuovo incarico alla Seco. Ciò appare assurdo tenuto conto che il sottoscritto allora ebbe il merito di dare l’incarico a costo Zero, di finanziare l’opera, di primaria importanza per lo sviluppo della città, sempre senza costi per il Comune, e che sottoposto al vaglio del procedimento giudiziario nonostante la scelta sconsiderata di non procedere all’appalto, non comportò alcuna incombenza per la città di Arzano. Di tutt’altro tenore è la scelta del 2002 fatta dalla Giunta De Mare di rinnovare un incarico senza muovere un dito per finanziare o realizzare l’opera, che ha solo determinato il gravissimo danno per la città di cui si prospetta con la nuova sentenza della Corte di Appello, e di rinunciare ai soldi che la Seco doveva al Comune di Arzano a seguito dell’arbitrato.
E’ significativa l’analisi dei fatti prospettati su questa vicenda, che dimostra come negli anni’80 e primi anni ’90 ci fu un impegno importante da parte del sottoscritto e dei partiti dell’epoca e di tanti altri assessori che portarono a dei miglioramenti con la realizzazione di opere pubbliche fondamentali per lo sviluppo della città, fra tutte vale la pena di ricordare la realizzazione di 9 scuole di cui 7 della Legge Falcucci, la ristrutturazione ed il completamento di quelle esistenti, la realizzazione della caserma dei Carabinieri e della Casa Comunale e degli uffici distaccati e del Parco Pubblico. La realizzazione di decine di cantieri per l’illuminazione pubblica, rete fognaria e rete idrica, così come fu realizzato il piano di edilizia Pubblica della 167 e dei 24 alloggi per i terremotati. La realizzazione dell’opera di un nuovo Parco Pubblico e dell’area attrezzata per insediamenti artigianaliunitamente alla realizzazione della metropolitana, avrebbero sicuramente cambiato il futuro di questa città. Rispetto alla metropolitana va sottolineato che i 4 comuni interessati (Arzano capofila, Casavatore- Casoria -Afragola) approvarono all’unanimità nei rispettivi consigli comunali, un progetto esecutivo per la realizzazione di detta opera il cui tratto Piscinola-Arzano- Casavore- Casoria-alta velocità di Afragola per ricongiungersi da Casoria alla Stazione Centrale di Napoli, ed i Sindaci dell’epoca tra cui il sottoscritto, nel 1089, firmarono i rispettivi contratti. Le successive amministrazioni purtroppo, non hanno seguito in alcun modo l’opera, che sempre la Prima Giunta Bassolino, modificò quel progetto sottoscritto dalla Metropolitana Spa nella direzione di quella che attualmente si sta realizzando, che da Piscinola attraversa il Corso Secondigliano fino al Tribunale di Napoli con collegamento alla Stazione Centrale.
Insomma quel cambiamento che caratterizzò gli anni ’80 ed i primi anni ’90 che fece recuperare decine di anni di ritardo alla città è naufragato dai circa 30 anni di inefficienza o di iniziative scarsamente significative per lo sviluppo della città di Arzano.
Avv. Domenico De Rosa
già sindaco di Arzano